PREVISIONI DI UNA MENTA PERICOLOSA
Signore e signori, ecco a voi un sfilza di predizioni del nostro indovino illuminato riguardanti il futuro delle panchine della massima serie. Tanto cambierà, poche le certezze.
Al momento, l'unica posizione salda è quella dell'Innominabile alla squadra che non può essere nominata ( Conte ala Juve). I restanti 19 allenatori sono in bilico: certo, chi più chi meno.
E' ad esempio molto incerto sulla sua permanenza a Milano Stramaccioni, ormai condannato al mesto ritorno nell'anonimato: lo sostituirà con ogni certezza Walter Mazzarri, lasciando dopo 5 anni Napoli.
I partenopei, dal canto loro, cercheranno di sopperire la partenza del piagnone toscano con Roberto Mancini, fresco di esonero dal Manchester City.
Il Milan caccerà ingiustamente Max Allegri ( destinato alla Roma), adempiendo alla volontà di Re Silvio, ansioso di consegnare la squadra in mano ad un tecnico che abbia due requisiti fondamentali: che sia milanista e che non sia un tecnico. Ovvero che non abbia alcuna esperienza con la panchina.
Harakiri, direte. Sembrerebbe così, ma mai sottovalutare la lucida follia del Cavaliere, che raramente ha sbagliato in campo calcistico: Seedorf, Inzaghi e Gattuso i candidati, col primo in vantaggio.
La Fiorentina proverà a blindare Montella ( offerte dall'estero), l'Udinese e la Lazio proveranno a fare lo stesso con i rispettivi tecnici. Donadoni andrà al Genoa e Ballardini al Parma.
La Sampdoria proverà a strappare Maran al Catania ( difficile), anche se molto probabilmente dovrà accontentarsi di tenere Delio Rossi.
L'Atalanta sta valutando se continuare con Colantuono o affidare la squadra a Sannino.
Il Cagliari prenderà De Canio ed il Torino Corini. In tal caso, il Chievo virerà sul ritorno di Del Neri.
E il Bologna? Nel malcapitato caso in cui Pioli facesse le valigie per qualche oscuro motivo, pronto uno tra Zeman o di Francesco.
Il futuro è un rebus
Qui si rischia grosso.
Si rischia di smantellare definitivamente una dei più bei Bologna dell'ultimo decennio, opera già iniziata lo scorso anno e che avrà la sua naturale conclusione ( a meno di colpi di scena quale l'arrivo di un nuovo padrone, ma è pressochè fantascienza) nella prossima estate.
Il primo pezzo grosso in partenza è Perez: troppi tentennamenti e rinvii sul rinnovo, alla fine se ne andrà.
Chiariamo, la perdita dell'uruguaiano non sarà un dramma ( discontinuità fisica e squalifica facile i suoi punti deboli) tecnicamente parlando. Ed anche economicamente sarà un contratto pesante in meno. Il problema non sta nei motivi tecnici-economici.
Il vero timore è che l'addio del vice-capitano inneschi un pericoloso effetto domino che smuova le pedine apparentemente ferme di altri pezzi da novanta, quali Diamanti e ( udite udite) Stefano Pioli.
Già, perchè constatando in modo tangibile la completa mancanza di ambizioni di Guaraldi e soci e soprattutto considerando le allettanti offerte pervenute, i due presunti punti fermi del Bologna che verrà, potrebbero lasciare questa barca a serio rischio di naufragio.
La Juve per il primo, il Napoli per il secondo: due offerte che non potrebbero rifiutare.
E gli altri? Tutti, tanto per cambiare, in bilico: come Konè, a metà col Brescia, per il quale si andrà sicuramente alle buste. O Gilardino, per cui tra poco è previsto un incontro col Genoa.
Senza contare anche i vari Sorensen, Gabbiadini, Khrin e Taider.
Il futuro è un rebus in casa Bologna. Un rebus difficile da capire, ma che non promette nulla di buono.
Si rischia di smantellare definitivamente una dei più bei Bologna dell'ultimo decennio, opera già iniziata lo scorso anno e che avrà la sua naturale conclusione ( a meno di colpi di scena quale l'arrivo di un nuovo padrone, ma è pressochè fantascienza) nella prossima estate.
Il primo pezzo grosso in partenza è Perez: troppi tentennamenti e rinvii sul rinnovo, alla fine se ne andrà.
Chiariamo, la perdita dell'uruguaiano non sarà un dramma ( discontinuità fisica e squalifica facile i suoi punti deboli) tecnicamente parlando. Ed anche economicamente sarà un contratto pesante in meno. Il problema non sta nei motivi tecnici-economici.
Il vero timore è che l'addio del vice-capitano inneschi un pericoloso effetto domino che smuova le pedine apparentemente ferme di altri pezzi da novanta, quali Diamanti e ( udite udite) Stefano Pioli.
Già, perchè constatando in modo tangibile la completa mancanza di ambizioni di Guaraldi e soci e soprattutto considerando le allettanti offerte pervenute, i due presunti punti fermi del Bologna che verrà, potrebbero lasciare questa barca a serio rischio di naufragio.
La Juve per il primo, il Napoli per il secondo: due offerte che non potrebbero rifiutare.
E gli altri? Tutti, tanto per cambiare, in bilico: come Konè, a metà col Brescia, per il quale si andrà sicuramente alle buste. O Gilardino, per cui tra poco è previsto un incontro col Genoa.
Senza contare anche i vari Sorensen, Gabbiadini, Khrin e Taider.
Il futuro è un rebus in casa Bologna. Un rebus difficile da capire, ma che non promette nulla di buono.
ALZATI E CAMMINA!
La Effe c'è, la Effe è rinata.
Come l'araba fenice: dichiarata morta, ha smentito tutti, risorgendo dalle proprie ceneri.
Perchè il cuore Fortitudo non smette mai di battere. Certo, sembrava si fosse fermato per sempre, sembrava non ci fosse nulla da fare, avendo ormai raggiunto lo status di malato terminale. Spacciata, finita. E invece no.
Mai dire mai, quando c'è di mezzo l'Aquila: la sua resurrezione è stato un processo lungo, pieno di ostacoli e salite, non c'ha messo i fatidici tre giorni per tornare tra i vivi.
Era l'estate del 2010, quando l'ultima Effe riconosciuta come tale all'unanimità, si ammalò gravemente.
Era il 14 luglio 2012, quando ne fu constatato il decesso.
Ma i medici avevano sbagliato i loro calcoli: oggi, in data 9 maggio 2013, il presunto morto si è alzato.
Ancora troppo debole per camminare, dovrò attraversare un periodo di riabilitazione per tornare ai livelli di una volta. Ci sarà tempo, non c'è fretta.
L'annuncio gioioso è giunto in mattinata, quando l'usurpatore del trono Giulio I, ha alzato bandiera bianca: mi arrendo, rendo a Cesare quel che è di Cesare.
E' l'ora della restaurazione, è l'ora che torni il legittimo erede del regno.
Il bello è che tale identikit non risponde alla figura di una singola persona, no, ma di un gruppo di persone.
Si chiama Fossa di Leoni: è il gruppo, l'ente, la tifoseria, chiamatela come volete, che ha assistito la moribonda Aquila in questo suo tortuoso cammino, nonostante molti le avessero voltato le spalle, rinnegandola e tradendola scendendo a patti col nemico. Ma la Fossa no, non sarebbe stata in grado di scendere a compromessi: vogliamo la vera Effe, non una pallida imitazione.
E quella che rischiava di tramutarsi in una battaglia contro i mulini a vento, ha finito per ottenere un'insperata vittoria: la Fortitudo torna in mano ai legittimi proprietari, ai suoi Leoni.
Certo, il cammino è ancora lungo. Sì, probabilmente si ripartirà dalla C regionale. Fa lo stesso.
La Fortitudo è tornata, tutto il resto è noia
VISTA DALLA CURVA: il minuto di casino
Finisce 3-0 per il Napoli, un risultato giusto, giustissimo, sacrosanto.
Ma non tutte le sconfitte sono uguali: dopo la debacle di Roma, il Bologna doveva dare un segnale di vita, battere un colpo. E questo non per la salvezza ( arrivata ieri matematicamente e praticamente mai messa in discussione), ma per i tifosi: per onorare la maglia ed il campionato, per dimostrare di sudarsi l'agognato stipendio. Questione di rispetto.
E ieri, nonostante il 3-0 finale, un messaggio è arrivato: il Bologna c'è, ha tenuto testa per un tempo e passa alla seconda in classifica, andando anche più volte vicino al goal. Certo, direte, ci si accontenta di poco: 2 partite condite da 9 goal subiti e 0 fatti sono tutt'altro che entusiasmanti. Ma a questo punto della stagione, dove le partite per le squadre senza più obiettivi hanno ritmi più blandi delle amichevoli estive, un cenno seppur piccolo di risveglio, non è da buttare. Che altro aggiungere?
Di sicuro che Stoianovic, dopo un impatto così traumatico con la massima serie ( 9 reti in 180 minuti), avrà bisogno di un bravo psicologo per superare tale shock: non saranno comunque di certo due partite ad etichettarlo come " bidone".
Parlando invece dell'abituale partita nella partita, ovvero quella svoltasi sopra gli spalti, si è assistito alla solita invasione napoletana ( e si giocava di mercoledì sera....), contrastata o quantomeno neutralizzata da una curva Bulgarelli in gran forma, autrice di un'eccellente coreografia iniziale ( preparata e realizzata dalla Beata Gioventù), accompagnata dal dissenso, così come avvenuto in quasi tutti gli stadi italiani, di quello che doveva essere il minuto di silenzio per ricordare Giulio Andreotti e che si è trasformato in sessanta secondi di vero e proprio casino, riempito da cori e grida inneggianti al Bfc.
Premesso che trovo inopportuno sbeffeggiare la morte di una persona, qualunque essa sia ( non abbassiamoci al livello degli americani festeggianti per le strade la morte di Bin Laden), vedo allo stesso tempo la scelta di ricordare il suddetto negli stadi, una decisione ancor più ridicola. O quantomento imbarazzante
Ma non tutte le sconfitte sono uguali: dopo la debacle di Roma, il Bologna doveva dare un segnale di vita, battere un colpo. E questo non per la salvezza ( arrivata ieri matematicamente e praticamente mai messa in discussione), ma per i tifosi: per onorare la maglia ed il campionato, per dimostrare di sudarsi l'agognato stipendio. Questione di rispetto.
E ieri, nonostante il 3-0 finale, un messaggio è arrivato: il Bologna c'è, ha tenuto testa per un tempo e passa alla seconda in classifica, andando anche più volte vicino al goal. Certo, direte, ci si accontenta di poco: 2 partite condite da 9 goal subiti e 0 fatti sono tutt'altro che entusiasmanti. Ma a questo punto della stagione, dove le partite per le squadre senza più obiettivi hanno ritmi più blandi delle amichevoli estive, un cenno seppur piccolo di risveglio, non è da buttare. Che altro aggiungere?
Di sicuro che Stoianovic, dopo un impatto così traumatico con la massima serie ( 9 reti in 180 minuti), avrà bisogno di un bravo psicologo per superare tale shock: non saranno comunque di certo due partite ad etichettarlo come " bidone".
Parlando invece dell'abituale partita nella partita, ovvero quella svoltasi sopra gli spalti, si è assistito alla solita invasione napoletana ( e si giocava di mercoledì sera....), contrastata o quantomeno neutralizzata da una curva Bulgarelli in gran forma, autrice di un'eccellente coreografia iniziale ( preparata e realizzata dalla Beata Gioventù), accompagnata dal dissenso, così come avvenuto in quasi tutti gli stadi italiani, di quello che doveva essere il minuto di silenzio per ricordare Giulio Andreotti e che si è trasformato in sessanta secondi di vero e proprio casino, riempito da cori e grida inneggianti al Bfc.
Premesso che trovo inopportuno sbeffeggiare la morte di una persona, qualunque essa sia ( non abbassiamoci al livello degli americani festeggianti per le strade la morte di Bin Laden), vedo allo stesso tempo la scelta di ricordare il suddetto negli stadi, una decisione ancor più ridicola. O quantomento imbarazzante
La favola del presidente della porta accanto: ci sarà il lieto fine?
Battute da bar, accento fin troppo emiliano e metafore sui tortellini: signore e signori ecco a voi Albano Guaraldi. Ovvero il perfetto stereotipo del bolognese medio, il vicino di casa che sdrammatizza su tutto, quello con la battuta sempre pronta. Il fatto è che non stiamo parlando di un cittadino felsineo qualunque, o meglio, di uno qualunque. Ma del presidente del Bologna calcio. Questa è la favola del presidente della porta accanto.
Classe '59, nativo di Cento, dopo aver operato per una vita nel settore edilizio ( Futura Costruzioni srl,) salì all'onore delle cronache nel dicembre del 2010, quando entrò a far parte della squadra convocata da mister Consorte per salvare un Bologna moribondo, portato sull'orlo del baratro dalle sciagurate precedenti gestioni. Partito insieme a tanti altri come gregario del corridore principale del gruppo, ovvero il signor Segafredo alias Massimo Zanetti, non avrebbe mai e poi mai immaginato di prenderne l'eredità, diventando il nuovo leader del team. Ma procediamo con ordine: fin da subito fu fin troppo chiaro che la squadra consortiana non sarebbe durata a lungo. Troppi dissapori, troppe incomprensioni sull'assetto politico dell'operazione. Democrazia, oligarchia o dittatura? Nel dubbio, pressato da una stampa mai così incalzante e da alcuni soci ribelli, Zanetti finì per abbandonare la barca dopo neanche un mese. La paura tornò a regnare sui cieli di Casteldebole: come avrebbero fatto i nanetti, felice definizione zanettiana, senza la figura carismatica e ben munita di soldi del re del caffè? I rivoltosi, sventando sul nascere ogni velleità di ritorno del vecchio regime, decisero di continuare per la loro strada, rifiutando aiuti esterni ed eleggendo capo uno di loro: fu così che dal conclave del 7 aprile 2011 uscì la tanto sospirata fumata bianca. Albano Guaraldi eletto presidente all'unanimità.
Una notizia originale, si sa, non ha bisogno di alcun giornale e nel giro di poche ore fece il giro della città: l'unica persona a non esserne al corrente era proprio il nostro, che all'epoca si trovava in Slovacchia per affari. Si dice che appresa la notizia ebbe un mezzo mancamento e fu ad un passo dal gran rifiuto di celestiniana memoria, ma tentato dalla tifosissima figlia e dalla fame di gloria, accettò. E non per non farsi mancare nulla, un mese dopo si prese anche il titolo di amministratore delegato. Alla faccia del gregario: il consigliere era ufficialmente diventato re, sovvertendo la formula proporzionale consortiana tra il tripudio dei colleghi. E così eccoci qua, due anni e due stagioni dopo, con il nuovo monarca sempre saldo in sella, forte del suol 51 percento. Ma tante cose sono nel frattempo cambiate: gli amici sono diventati nemici ( Setti, Bagni e tanti altri) e il pur buon Albano ha dovuto applicare un'epurazione quasi staliniana per mantenere il potere. Mai fidarsi di nessuno: . A parte il fido Zanzi e l'ancor più fido Pioli, salvato e protetto anche quando indifendibile ( ma più per ragioni di portafoglio che di cuore). Il bilancio di questo primo biennio dell'ormai nuovo dittatore non più pro tempore parla chiaro: ottima la prima stagione ( nono posto con 51 punti, miglior risultato dal ritorno nella massima serie), peggio l'attuale seconda ( proiezione finale di 42-43 punti), condita da tante eccellenti cessioni non rimpiazzate adeguatamente ed un progressivo e preoccupante aumento del monte ingaggi non accompagnato dai risultati. Il trend è chiaramante negativo ( inoltre, a dire il vero, il mercato della prima stagione fu realizzato dalla coppia Setti-Bagni, poi inspiegabilmente allontanati) e non lascia presagire nulla di buono per il futuro, soprattutto nel caso di cessione di altri elementi importanti e lasciando vacante il ruolo di d.s. ( Zanzi può ricoprire tutti i ruoli, dall'amministratore delegato al magazziniere, ma il direttore sportivo non lo può fare). La fortuna aiuta gli audaci, ma la ruota potrebbe girare. Albano lo sa ed il mercato prossimo sarà per lui una sorta di prova del nove: il suo futuro e quello del Bologna passano da lì. Per non rivedere scene già viste, teste di porco e presidenti minacciati. Durerà la favola del presidente della porta accanto?
Il borsino del mercato
PORTIERI i capi rossoblù hanno deciso: a gennaio sarà acquistato un un nuovo numero uno a difendere i pali, con Agliardi che tornerà a fare il dodicesimo. Sorrentino, Lobont, Storari, Amelia...tanti nomi e una certezza: prima di ogni cosa, dovrà essere risolta la grana-Curci ( che al momento, date le precarie condizioni fisiche, non è appetibile nè per il mercato, nè tantomeno per un ritorno a Roma). Di sicuro c'è che dopo la grande prestazione di Napoli, ci saranno sempre più chance e più convocazione per il gioiellino Stojanovic, confermatissimo terzo ( o anche qualcosa di più?)
DIFESA Col ritorno di Portanova è senza dubbio il reparto più munito e più attrezzato: piovono richieste per Antonson ( Premier League) e Sorensen, ma entrambi a meno di offerte trascendentali non saranno ceduti. Da esaminare la situazione di Carvalho, acquistato in estate con la strana formula del prestito per sei mesi 8 che scadranno proprio a gennaio), possibile prestito in serie B invece per il talentino classe '94 Radakovic
CENTROCAMPO Data per scontata la partenza di Riverola ( temporanea), c'è da definire la posizione di Pazienza: l'ex Napoli ha reso molto al di sotto delle aspettative, interessa a qualche squadra di A ( Pescara, Genoa, Siena) e registra qualche timido interesse all'estero. In caso di cessione, il Bologna cercherà un sostituto ( Mariga dell'Inter). Guarente rimarrà fino al termine della stagione, bisognerebbe cominciare a discutere del rinnovo di Perez ( in scadenza a giugno).
ATTACCO E' il reparto più in bilico e più a rischio rivoluzione, soprattutto nel caso in cui la Juve decidesse di richiamare Gabbiadini e il Genoa alzi il prezzo per Gilardino. Difficile, ma non impossibile. Nel caso di questo scenario apocalittico, il Bologna si butterebbe a capofitto su due tra Floccari, Ibarbo, Zarate o Immobile. E attenzione perchè sullo sfondo c'è sempre la presenza sempre gradita di Marco Di Vaio: il suo ritorno temporaneo non è fantascienza
DIFESA Col ritorno di Portanova è senza dubbio il reparto più munito e più attrezzato: piovono richieste per Antonson ( Premier League) e Sorensen, ma entrambi a meno di offerte trascendentali non saranno ceduti. Da esaminare la situazione di Carvalho, acquistato in estate con la strana formula del prestito per sei mesi 8 che scadranno proprio a gennaio), possibile prestito in serie B invece per il talentino classe '94 Radakovic
CENTROCAMPO Data per scontata la partenza di Riverola ( temporanea), c'è da definire la posizione di Pazienza: l'ex Napoli ha reso molto al di sotto delle aspettative, interessa a qualche squadra di A ( Pescara, Genoa, Siena) e registra qualche timido interesse all'estero. In caso di cessione, il Bologna cercherà un sostituto ( Mariga dell'Inter). Guarente rimarrà fino al termine della stagione, bisognerebbe cominciare a discutere del rinnovo di Perez ( in scadenza a giugno).
ATTACCO E' il reparto più in bilico e più a rischio rivoluzione, soprattutto nel caso in cui la Juve decidesse di richiamare Gabbiadini e il Genoa alzi il prezzo per Gilardino. Difficile, ma non impossibile. Nel caso di questo scenario apocalittico, il Bologna si butterebbe a capofitto su due tra Floccari, Ibarbo, Zarate o Immobile. E attenzione perchè sullo sfondo c'è sempre la presenza sempre gradita di Marco Di Vaio: il suo ritorno temporaneo non è fantascienza
Top e flop Bologna-Parma
TOP
Sorensen= il danesino segna il goal dell'illusione, con un freddezza comunque degna di un bomber di razza. Il problema è che quando Frederik segna, il Bologna finisce sempre per perdere ( vedasi partita di aprile, sempre al Dall'Ara, contro il Palermo...). Lode speciale comunque per la più grande rivelazione di questi primi tre mesi.
Diamanti= si batte e si sbatte per tre, come sempre. Nel finale bellissima punuzione che esce a lato di pochissimo; bravo anche a non reagire agli insulti di quel sottosviluppato di Sansone
Konè= entra cavalcando l'onda euforica post Napoli, arriva a sfiorare l'ennesimo gran goal ( dalla cui azione nascerà il vantaggio rossoblù). Nel finale è uno dei pochi che non molla: poteva giocare dall'inizio, del resto è l'uomo del momento
FLOP
Le punte= sottotono entrambe: impalpabile Gabbiadini ( ma era in campo?), opaco Gilardino, che ha nettamente perso lo scontro con la rocciosa difesa parmense. Dov'è finito Acquafresca?
Khrin= uscito Perez perde completamente la bussola, a dimostrazione del fatto di quanto la presenza del collega uruguaino influisca in positivo nelle sue prestazioni. Deve solo trovare continuità e non smarrirsi quando rimane da solo
Motta= in recessione dopo le ultime confortanti prestazioni, non spinge a dovere sulla fascia destra
Diamanti= si batte e si sbatte per tre, come sempre. Nel finale bellissima punuzione che esce a lato di pochissimo; bravo anche a non reagire agli insulti di quel sottosviluppato di Sansone
Konè= entra cavalcando l'onda euforica post Napoli, arriva a sfiorare l'ennesimo gran goal ( dalla cui azione nascerà il vantaggio rossoblù). Nel finale è uno dei pochi che non molla: poteva giocare dall'inizio, del resto è l'uomo del momento
FLOP
Le punte= sottotono entrambe: impalpabile Gabbiadini ( ma era in campo?), opaco Gilardino, che ha nettamente perso lo scontro con la rocciosa difesa parmense. Dov'è finito Acquafresca?
Khrin= uscito Perez perde completamente la bussola, a dimostrazione del fatto di quanto la presenza del collega uruguaino influisca in positivo nelle sue prestazioni. Deve solo trovare continuità e non smarrirsi quando rimane da solo
Motta= in recessione dopo le ultime confortanti prestazioni, non spinge a dovere sulla fascia destra
HA COLPITO ANCORA
Un mercato all'insegna del " baratto "
" Di qualche cosa ti puoi anche privare, dai facciamo l'affare..." così cantava Renato Zero nel suo grande successo " Il Baratto", ritornello ideale per descrivere quello che sarà il mercato di gennaio rossoblù ( e non solo). Pochi soldi, pochi idee, tanti esuberi ai margini della rosa: la soluzione ad un mercato povero e privo di moneta, sarà quindi riscoprire la nobile arte del baratto, per un vero e proprio ritorno alle origini.
Quali saranno i pezzi " pregiati" che l'astuto mercante Zanzi metterà in vetrina? Da Pazienza ( interessa a Genoa e Palermo), a Pasquato ( richieste in serie B), passando per Riverola ( sirene estere), Gimenez, Curci, Paponi e compagnia bella.
Parlandoci sinceramente, nessuno sarebbe disposto a spendere anche un euro per questi potenziali campioni ( anche il prestito per certi va escluso, con gli ingaggi che hanno...), ecco quindi come lo scambio può esser visto come l'unica modo per smuovere qualcosa nell'apparentemente immobile mercato di gennaio.
Certo, adottando questa strategia fare l'affare non è altro che una chimera, ma perlomeno servirebbe a vedere facce nuove al posto dei soliti noti. E poi sempre meglio così, che andare a spendere i classici 2 ( !) milioni per l'Abero di turno...
Quali saranno i pezzi " pregiati" che l'astuto mercante Zanzi metterà in vetrina? Da Pazienza ( interessa a Genoa e Palermo), a Pasquato ( richieste in serie B), passando per Riverola ( sirene estere), Gimenez, Curci, Paponi e compagnia bella.
Parlandoci sinceramente, nessuno sarebbe disposto a spendere anche un euro per questi potenziali campioni ( anche il prestito per certi va escluso, con gli ingaggi che hanno...), ecco quindi come lo scambio può esser visto come l'unica modo per smuovere qualcosa nell'apparentemente immobile mercato di gennaio.
Certo, adottando questa strategia fare l'affare non è altro che una chimera, ma perlomeno servirebbe a vedere facce nuove al posto dei soliti noti. E poi sempre meglio così, che andare a spendere i classici 2 ( !) milioni per l'Abero di turno...
Top e flop Napoli-Bologna
Top
PORTANOVA= un goal da libro " Cuore", non serve dire altro. Grande Daniele, bentornato voto 10 e lode
PIOLI= questa è la sua vittoria: l'organizzazione rossoblù porta il suo marchio. Il peggio è passato, Guaraldi farebbe bene a blindarlo a vita voto 10
LA PRODEZZA DI KONè= un capolavoro da cineteca, complimenti anche a Panagiotis voto 9
LA FACCIA DI MAZZARRI= indescrivibile..che goduria voto non classificabile
Flop
ARBITRAGGIO= Napoli scandalosamente favorito, un goal regolare annullato a Gilardino voto 4
COMMENTATORI SKY= anch'essi scandalosamente di parte...Marocchi giuda voto 0
PORTANOVA= un goal da libro " Cuore", non serve dire altro. Grande Daniele, bentornato voto 10 e lode
PIOLI= questa è la sua vittoria: l'organizzazione rossoblù porta il suo marchio. Il peggio è passato, Guaraldi farebbe bene a blindarlo a vita voto 10
LA PRODEZZA DI KONè= un capolavoro da cineteca, complimenti anche a Panagiotis voto 9
LA FACCIA DI MAZZARRI= indescrivibile..che goduria voto non classificabile
Flop
ARBITRAGGIO= Napoli scandalosamente favorito, un goal regolare annullato a Gilardino voto 4
COMMENTATORI SKY= anch'essi scandalosamente di parte...Marocchi giuda voto 0
Il ritorno del re
Aspettando Napoli-Bologna, da Casteldebole rimbalza una clamorosa notizia di mercato: Marco Di Vaio potrebbe tornare sotto le Due Torri, e non da dirigente. L'ex capitano potrebbe seguire le orme dei rinomati colleghi Henry e Beckham, tornando in Europa per tre mesi, per tenersi in forma in questo periodo privo di impegni ( il campionato americano ricomincerà a marzo). Di Vaio di nuovo a Bologna, seppur temporaneamente, come vice Gilardino? Sogno o realtà?
Le mosse da NON fare a gennaio
E così sarà ancora una volta il tanto vituperato Zanzi a gestire e coordinare il mercato calcistico rossoblù, nonostante una bocciatura virtuale derivante dai fantozziani acquisti estivi che non solo hanno indebolito la rosa dei 51 punti, ma ne hanno anche alzato il livello medio degli stipendi in una scala inversamente proporzionale nel rapporto prezzo-qualità. Ma il calcio è come la vita, chi sbaglia non paga, per cui ecco ancora il nostro eroe dal sangue romagnolo saldo alle redini del comando, pronto a realizzare un nuovo capolavoro tecnico-economico che stavolta potrebbe risultare micidiale ( nel vero senso del termine) per l'organismo felsineo. Cosa dovrebbe fare quindi il nostro direttore generale per evitare tale visione apocalittica? Quattro semplice cose:
1) NON cedere Acquafresca ( scambiarlo con un Edu Vargas o con un Moscardelli non porterebbe alcun beneficio, abbiamo già il vice-Gilardino che ci serve in squadra)
2) NON comprare un difensore ( il reparto più munito, idem per il centrocampo se quello visto ieri è il vero Khrin)
3)NON strapagare un portiere già in là con gli anni ( il riferimento a Sorrentino è fin troppo esplicito)
4) NON acquistare un esterno svincolato over 35 ( in questi giorni circola il nome di Zauri...)
GLI OBIETTIVI DI DICEMBRE
1) Vincere almeno una partita delle restanti tra Napoli e Parma ( più abbordabile la seconda, in casa) per arrivare all'importantissima sfida di gennaio con il Genoa, ultima d'andata, con almeno 18-19 punti in saccoccia...
2) Farsi eliminare con dignità dalla coppa Italia ( il 19 dicembre sempre contro il Napoli), oppure perchè no, provare per una volta a superare i fatidici ottavi di finale
3) Aspettare con ansia il 18 dicembre, data di vitale importanza in cui si svolgerà il c.d.a.-chiave per il futuro rossoblù: Zanetti o non Zanetti? Questo è il problema
2) Farsi eliminare con dignità dalla coppa Italia ( il 19 dicembre sempre contro il Napoli), oppure perchè no, provare per una volta a superare i fatidici ottavi di finale
3) Aspettare con ansia il 18 dicembre, data di vitale importanza in cui si svolgerà il c.d.a.-chiave per il futuro rossoblù: Zanetti o non Zanetti? Questo è il problema
Pagelle Bologna: top difesa, flop Guarente
Motta: in crescita anche lui, qualche solita sbavatura, ma nel complesso strappa la sufficienza voto 6
Antonsson: meno sicuro del solito voto 6-
Sorensen: ennesima ottima prova, Portanova per riprendersi il posto dovrà sudare le proverbiali sette camicie voto 6,5
Cherubin: molto bene sulla fascia, mi sembra ormai chiaro che l'ex Cittadella possa dire la sua nella massima serie ( a contrario di quanto molti sostengono) voto 6 più
Khrin: quando incontra la Lazio sembra l'erede di Pirlo, dovrebbe cominciare a giocare così anche contro le squadre che non hanno la maglia biancoceleste voto 6,5
Perez: il guerriero esce ad inizio ripresa per infortunio...speriamo di averlo per Napoli voto 6
Taider: tanta confusione, ma solita corsa e quantità: il francesino è ancora un pò troppo grezzo, ma si farà voto 6
Konè: idem sopra per il collega transalpino, tante corse a vuoto e poca sostanza, deve aggiustare la mira voto 6-
Diamanti: il capitano pro tempore non delude mai, anche oggi grande prestazione voto 6,5
Gilardino: solito lavoro sporco, peccato per quell'occasione finale non sfruttata a dovere: ma Gila rimane, benchè se ne dica, una solida certezza dell'universo rossoblù voto 6
Guarente: entra al posto di Perez: inutile negare che il cambio in mezzo al campo non si sia sentito...voto 5,5
Morleo: poteva entrare anche prima voto 6
Pasquato: voto d'incoraggiamento per lo splendido tiro provato nel finale voto 6 più
All.Pioli: finalmente ha ripreso in mano le redini della sua squadra voto 6,5
IL PUNTO SUL BOLOGNA
Buona la prima per il Bologna 2009-2010 di Giuseppe Papadopulo: già, perché raccogliere un punto nel derby dell’Appennino contro la Fiorentina formato Champions di Prandelli è più che un successo per una squadra che, solo sette giorni prima, era stata eliminata dal Frosinone in Coppa Italia giocando decisamente male.Da segnalare la prima rete in rossoblù di Pablo Osvaldo, a segno proprio contro i suoi ex compagni, arrivata grazie ad una sua ottima incornata su cross di Tedesco: l’italo-argentino si è finalmente sbloccato ed ora per lui si prospetta un campionato da protagonista; che sia l’anno della sua definitiva consacrazione? Il Bologna ci spera, perché se il talento 23enne esploderà ci sarà da divertirsi. E’ anche importante il fatto che la squadra sia andata subito a segno nonostante l’assenza di capitan Di Vaio, fermo ai box per un infortunio. Tra le altre cose, ottimo l’innesto in difesa di Portanova, vero e proprio leader del pacchetto arretrato, seguito ottimamente a ruota dai suoi compagni Raggi e Britos; bene anche Viviano, il nuovo numero uno rossoblù, autore di alcune parate importanti su Gilardino e compagni. Discreti anche gli altri nuovi, ovvero Vigiani ( gran corsa e gran qualità), Guana (buoni piedi) e Tedesco, un autentico guerriero del campo, come il collega di reparto Mingazzini.Archiviata la buona partita di sabato, ora, la palla passa al d.s. Salvatori per la missione più difficile: il mercato. Già, perché guai a pensare che gli acquisti siano finiti con l’arrivo del Panteron Zalayeta: per una tranquilla salvezza il cammino intrapreso è quello giusto, ma mancano ancora tre pedine per soddisfare i desideri di Papadopulo. Ovvero un esterno di qualità, Bresciano farebbe comodo, anche se nelle ultime ore è salito prepotentemente in auge il nome di Lodi, secondo alcune fonti vicino a vestire la maglia rossoblù, una punta, Succi sarebbe l’ideale, ed un sesto difensore, dato che il mister vorrebbe avere almeno un sostituto per ogni elemento della difesa a tre. Lanzaro della Reggina sembra essere l’indiziato numero uno: Salvatori, per il centrale, è pronto ad offrire il prestito gratuito di Lanna più un piccolo conguaglio economico.Importante anche il mercato in uscita, perché ci ancora diversi giocatori all’interno dell’organico bolognese che vivono da separati in casa, ovvero Marazzina, Adailton e Mudingayi. I primi due dovrebbero andare nella serie cadetta, mentre il terzo, sfumato il Napoli, starebbe seriamente pensando ad accettare le sirene tedesche dello Stoccarda, pronto ad offrire per lui circa 6 milioni. Una cosa è certa: per il d.s. felsineo sarà una settimana impegnativa...
p.s.: dichiarazione di Taci " Ho visto un bel Bologna, comprarlo? Mai dire mai....." ho la sensazione che la trattativa non si sia per nulla chiusa..............
p.s.: dichiarazione di Taci " Ho visto un bel Bologna, comprarlo? Mai dire mai....." ho la sensazione che la trattativa non si sia per nulla chiusa..............
Basta poco
C'eravamo lasciati con la vicenda Moggi, poi il caso Taci, che ha avuto un effetto a dir poco devastante per la nostra società: basti pensare che durante la breve epoca del petroliere albanese si parlava di gente come Di Natale o Borriello, adesso di Zalayeta e Stellone.
Eppure, nonostante la tormentata estate societaria, sono arrivati un ottimo centrale di esperienza ( Portanova,eccellente operazione nella quale Salvatori è riuscito anche a rifilare al Siena quel scarpazzone di Terzi), un buon giocatore giovane da rilanciare ( Raggi ) e un misterioso sudamericano di nome Santos che, assieme a Moras, Britos ed il nuovo portiere Viviano ( investimento importante su di lui, vedremo che farà), costituiscono un pacchetto difensivo già migliore di quello dell'anno scorso.
A centrocampo buoni gli'arrivi di Guana e Tedesco, oltre a Vigiani come riserva di Valiani: insomma la strada intrapresa non è malvagia, ok, siamo tutti d'accordo che ad oggi siamo spacciati, ma con altri 3-4 innesti tutto può cambiare. Basta veramente poco.
Basterebbero altri 2 attaccanti ( se Ada e la Marazza partissero), Succi e Obinna tanto per fare dei nomi, un buon esterno di centrocampo, Bresciano andrebbe a genio, e magari anche un centrocampista dai piedi buoni, come Genevier del Siena.
E tutto questo sarebbe fatto con i soldi ricavati dalla cessione di Mudi, 6 milioni, che saranno versati presumibilmente nelle casse rossoblù dallo Stoccarda, in forte pressing sul belga-congolese.
Ecco, la situazione non è così disperata: bastano quei pochi ingaggi per fare diventare una squadrazza una squadra normale.
Eppure, nonostante la tormentata estate societaria, sono arrivati un ottimo centrale di esperienza ( Portanova,eccellente operazione nella quale Salvatori è riuscito anche a rifilare al Siena quel scarpazzone di Terzi), un buon giocatore giovane da rilanciare ( Raggi ) e un misterioso sudamericano di nome Santos che, assieme a Moras, Britos ed il nuovo portiere Viviano ( investimento importante su di lui, vedremo che farà), costituiscono un pacchetto difensivo già migliore di quello dell'anno scorso.
A centrocampo buoni gli'arrivi di Guana e Tedesco, oltre a Vigiani come riserva di Valiani: insomma la strada intrapresa non è malvagia, ok, siamo tutti d'accordo che ad oggi siamo spacciati, ma con altri 3-4 innesti tutto può cambiare. Basta veramente poco.
Basterebbero altri 2 attaccanti ( se Ada e la Marazza partissero), Succi e Obinna tanto per fare dei nomi, un buon esterno di centrocampo, Bresciano andrebbe a genio, e magari anche un centrocampista dai piedi buoni, come Genevier del Siena.
E tutto questo sarebbe fatto con i soldi ricavati dalla cessione di Mudi, 6 milioni, che saranno versati presumibilmente nelle casse rossoblù dallo Stoccarda, in forte pressing sul belga-congolese.
Ecco, la situazione non è così disperata: bastano quei pochi ingaggi per fare diventare una squadrazza una squadra normale.
BUONE VACANZE A TUTTI
http://www.grandebologna.blogspot.com/ chiuide per ferie.......prossimi aggiornamenti ad inizio agosto, quando sarò tornato dalle vacanze......intanto vi lancio un ultimo sondaggino..........ciao a tutti e buone vacanze........e sempre FORZA BOLOGNA
IL PUNTO SUL MERCATO
Qualcosa si muove.
Mentre tiene banco la presunta cessione societaria, con una cordata guidata da Spinelli e con una società estera dietro alle spalle, il mercato del Bologna comincia a dare dei segnali di vita.
A quanto pare, forse, la contestazione di ieri sera è servita a qualcosa.
IN USCITA
Da ieri è ufficiale: Antonioli è il nuovo portiere del Cesena; ma c'è anche un'altra notizia che rallegrerà gran parte del popolo rossoblù: nella notte è stato ceduto infatti Sergio Volpi alla Reggina, così come si vede dal sito ufficiale del Bfc. L'ex doriano e ormai anche ex rossoblù, è approdato in Calabria a titolo definitivo, non si sanno ancora i dettagli dell'operazione. Smollati due ferri vecchi, ora bisogna procedere per questa strada, dando via quei giocatori o che non sono voluti dal tecnico o che sotto le Due Torri non ci vogliono più rimanere: mi riferisco ovviamente a Mudingay ( sirene turche per lui, ma c'è anche il Napoli), Bernacci ( forte interesse della Triestina, Marazzina ( Torino?) e Adailton ( Mantova?), senza scordarsi del mitico Sasà Lanna, che magari sarà usato come pedina di scambio
IN ENTRATA
Preso Guana ( ieri l'annuncio ufficiale), nella giornata di oggi dovrebbero esserci due nuovi arrivi, ovvero quelli di Tedesco ( giovane promessa di 33 anni) e Raggi, un bel colpo per la difesa che, secondo il sito tuttomercatoweb.com, arriverà in prestito con diritto di riscatto.
A centrocampo con i nuovi arrivi dovremmo essere a posto, ma se la trattativa per il catanese dovesse saltare ( chiede un triennale, la società vuole offrigli massimo un biennale), i capi rossoblù si butteranno a capofitto su uno tra Dessena e Barreto, magari chiedendo uno sconto a Foti dopo avergli dato Volpi.
E' la difesa che è ancora tutta da costruire: servono almeno due centrali e Raggi, essendo un terzino, non può ricoprire tale ruolo. Stovini, svincolatosi dal Catania, sembra vicino, anche se su di lui c'è l'interesse di mezza serie A. Altre piste possibili sono Zoboli del Brescia e Cribari della Lazio, ma questi due costano non poco.
Capitolo portiere: arriverà uno tra Viviano ( 3 milioni per la metà), Rubinho ( 3 milioni per tutto il cartellino) o Pelizzoli ( 1 milione e mezzo).
L'attacco invece è il reparto che ha meno bisogno di nuovi acquisti, ed è per questo che sarà rinforzato per ultimo
Mentre tiene banco la presunta cessione societaria, con una cordata guidata da Spinelli e con una società estera dietro alle spalle, il mercato del Bologna comincia a dare dei segnali di vita.
A quanto pare, forse, la contestazione di ieri sera è servita a qualcosa.
IN USCITA
Da ieri è ufficiale: Antonioli è il nuovo portiere del Cesena; ma c'è anche un'altra notizia che rallegrerà gran parte del popolo rossoblù: nella notte è stato ceduto infatti Sergio Volpi alla Reggina, così come si vede dal sito ufficiale del Bfc. L'ex doriano e ormai anche ex rossoblù, è approdato in Calabria a titolo definitivo, non si sanno ancora i dettagli dell'operazione. Smollati due ferri vecchi, ora bisogna procedere per questa strada, dando via quei giocatori o che non sono voluti dal tecnico o che sotto le Due Torri non ci vogliono più rimanere: mi riferisco ovviamente a Mudingay ( sirene turche per lui, ma c'è anche il Napoli), Bernacci ( forte interesse della Triestina, Marazzina ( Torino?) e Adailton ( Mantova?), senza scordarsi del mitico Sasà Lanna, che magari sarà usato come pedina di scambio
IN ENTRATA
Preso Guana ( ieri l'annuncio ufficiale), nella giornata di oggi dovrebbero esserci due nuovi arrivi, ovvero quelli di Tedesco ( giovane promessa di 33 anni) e Raggi, un bel colpo per la difesa che, secondo il sito tuttomercatoweb.com, arriverà in prestito con diritto di riscatto.
A centrocampo con i nuovi arrivi dovremmo essere a posto, ma se la trattativa per il catanese dovesse saltare ( chiede un triennale, la società vuole offrigli massimo un biennale), i capi rossoblù si butteranno a capofitto su uno tra Dessena e Barreto, magari chiedendo uno sconto a Foti dopo avergli dato Volpi.
E' la difesa che è ancora tutta da costruire: servono almeno due centrali e Raggi, essendo un terzino, non può ricoprire tale ruolo. Stovini, svincolatosi dal Catania, sembra vicino, anche se su di lui c'è l'interesse di mezza serie A. Altre piste possibili sono Zoboli del Brescia e Cribari della Lazio, ma questi due costano non poco.
Capitolo portiere: arriverà uno tra Viviano ( 3 milioni per la metà), Rubinho ( 3 milioni per tutto il cartellino) o Pelizzoli ( 1 milione e mezzo).
L'attacco invece è il reparto che ha meno bisogno di nuovi acquisti, ed è per questo che sarà rinforzato per ultimo
SPINELLI PER IL BOLOGNA?

Stamane il nuovo, anzi il vecchio Bologna si raduna in sordina per le visite mediche divise in due strutture. La partenza per il ritiro di Sestola, storica meta dell’Appennino modenese dove i rossoblù svolgono la preparazione estiva, è fissata per sabato. L’allenatore Giuseppe Papadopulo ha convocato 26 giocatori. Liquidati molti senatori a fine contratto, c’è Roberto Guana, in prestito dal Palermo e di fatto il 27simo della lista da ufficializzare dopo le visite. Vanno poi aggiunti i rientri dei prestiti Carrus, Francesco Della Rocca e Coda. Papadopulo raggiungerà Casteldebole giovedì per la conferenza stampa, ma ora non sono gli aspetti tecnici a tenere banco.Smontato senza convincere il caso Moggi, monta forte una voce: la famiglia Menarini è in trattativa per cedere la proprietà del club, scottata dalle reazioni di media e tifosi. Questi ultimi, che stasera scendono in piazza, invitano il patron Renzo e la presidente Francesca a lasciare. Dalle vacanze Menarini senior insiste sulla continuità «senza spese folli» ma di certo il suo diesse Salvatori, più volte delegittimato, non ha staccato assegni importanti. La squadra infatti si raduna senza il portiere titolare e con tanti esuberi: Marazzina, Adailton, Bernacci e Volpi.In giornata è atteso Giacomo Tedesco, poi dovrebbero arrivare Pelizzoli (ma è spuntato l’interesse del Genoa) e Valdez. Secondo un’indiscrezione, il passaggio di mano potrebbe concretarsi tra un paio di settimane. Sull’identità dell’acquirente non ci sono dettagli: tutti ripensano agli amici di Moggi ma anche il nome di Spinelli, già accostato al Bologna del dopo Tacopina, torna a rimbombare.
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